La coltivazione dell’olivo e la produzione dell’olio rappresentano una delle principali attività del territorio laziale. L’olivicoltura nel Lazio ricopre circa 80 mila ettari di superficie, di cui l’81% in collina, il 15% nelle montagne interne e solo il 4% in terreni di pianura. I frantoi sono oltre 300, con una produzione di olio d’oliva pari a ventiduemila tonnellate annuali.

La coltivazione è per lo più rappresentata da varietà vigorose; tra queste vi è il Leccino, di medio sviluppo, con chioma raccolta, con frutti di colore nero; l’Itrana, una pianta vigorosa, con produzione elevata di frutti; la Rosciola, diffusa nella Sabina Romana e nella Reatina, molto rustica e facilmente adattabile ai diversi tipi di clima e terreno; la Carboncella, una pianta rigogliosa, dallo sviluppo medio e con frutti color nero-bluastro; il Canino, prodotto nella provincia di Viterbo e nelle province di Roma e Rieti, ha un aspetto assurgente e vigoroso dalla chioma voluminosa e con foglie di colore verde-scuro nella parte superiore. La produzione di olio extravergine di oliva laziale vanta alcuni oli di eccellenza, a denominazione di origine protetta, quali l’oli extravergini di oliva Canino DOPColline Pontine DOP, Sabina DOP e Tuscia DOP.